|
Hattila maestro zen
Hattila è un gatto speciale, è il gatto che mi ha scelta come sua compagna umana. Sicuramente tutti i gatti sono speciali per i loro padroni, o compagni umani come mi piace definirli, anche perché "padroni" evoca un senso di possesso che non si addice proprio ad un essere libero come il gatto.
Anche noi umani ci sentiamo un po' speciali ovviamente ognuno dal suo punto di vista!
Ho imparato da Hattila quanto siamo vanitosi, del nostro continuo bisogno di dire, parlare, chiacchierare su tutto e tutti, mentre lui sta zitto!
Hattila ti fa compagnia in silenzio eppure il suo silenzio ha più valore di mille chiacchere.
Hattila, senza saperlo, è un maestro zen, con una grande coda morbida, quattro zampone e due grandi occhi blu che sono innocenti ma trasmettono una saggezza ancestrale....
Hattila cammina leggero come se non volesse lasciare alcun segno eppure ne lascia nella mia vita e di chi lo conosce!
Hattila è calmo, sereno, libero e autonomo e fiero, non si lamenta, non va in ansia, non ha pretese, non si annoia, rispetta la realtà per quello che è!
Se sono a casa, si sdraia accanto a me e fa le fusa, o gioca con un occhio a quello che faccio. Se non ci sono, si vive la casa in autonomia, certamente non si mette a pensare "perché è uscita invece di stare con me".
Non spreca tempo ed energie pensando a come il mondo dovrebbe essere, lo vive così com'è!
Hattila è per me un gatto speciale, in effetti non è solo mio, nei primi istanti della sua vita fino dalla primissima infanzia ma ancora prima nella pancia della sua mamma gatta, è stato accudito da Linda e dalla sua famiglia quindi è anche loro ma la verità è che Hattila appartiene a se stesso, ha la padronanza della sua strada, lo si vede da come cammina calmo e regale pur essendo ancora un cucciolo.
Hattila è arrivato al momento giusto!
Mi era morto da pochi mesi un gattone che amavo moltissimo e stavo attraversando un periodo molto difficile e doloroso della mia vita, nella cucciolata nata a Linda si è presentato lui... sembrava un criceto con una grande panciotta, poi due grandi occhi blu....il pelo candido....mi è entrato nel cuore!
Sono stata in trepidazione per tre mesi in attesa di poterlo portare a casa e poi finalmente è arrivato il grande giorno!
Quando è stata aperta la porta del trasportino nella cucina di casa lui è uscito con uno sguardo interrogativo ma fiducioso nello stesso tempo e dopo aver annusato tutta la casa centimetro per centimetro per due giorni, ha sentito di essere nella sua nuova casa e ha iniziato a trovare i suoi posti preferiti nonché a mangiare come un lupo cosa che continua a fare!
Hattila ogni volta che si alza dopo aver dormito come un ghiro sulla sua sedia preferita, si stiracchia lentamente con eleganza con evidente piacere di esistere, di avere un corpo sinuoso forte e bello. Nel farlo sposta il suo peso sulle zampe davanti quasi a controllare la densità del pavimento e a godere del fatto che ci sia a reggerlo così bene e questo avviene ogni volta come fosse la prima volta con lo stesso stupore, senza che subentri la routine, vive una forma di continuo Tai Chi naturale. Noi umani, che pensiamo di conoscere e padroneggiare ormai tutto il possibile non ci rallegriamo ogni mattina per avere la terra sotto i piedi, ci pare troppo ovvio e così anche per tutto il resto della nostra quotidianità e in questo modo, inevitabilmente, perdiamo la bellezza della gratitudine per esserci, per avere occhi che possono godere del paesaggio che ci circonda, per poterci stiracchiare al mattino, per poter camminare e andare dove vogliamo.....tutte cose che ci sembrano banali!
Hattila è una presenza forte. Resta a guardare dalla finestra seduto o sdraiato sul davanzale del balcone più esposto al sole, per ore, assorto, distante e nello stesso tempo immediatamente presente se lo chiami. Non so come sia sentirsi come si sente, ma faccio come lui, lo prendo ad esempio.
Guardo attentamente anch'io. Non ci si annoia mai, non mi annoio mai.
Ho imparato da Hattila, il mio adorato maestro zen, ad esserci adesso, momento per momento, assaporando l'attimo, esserci e basta.
Cristina Corsi
|