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C'era una volta un gattino che aveva tanta fame.... Eppure il cibo non gli mancava. Aveva, infatti, una padroncina che l'accudiva con amore e non gli faceva mancare proprio niente. Ma la fame del gattino era tanta e un giorno, non sazio, nonostante l'abbondante cibo appena ingerito, uscì di casa per andare a caccia di altre cose da mangiare. Decise di fare prima un giro dai vicini, e magari di saltare dalla finestra dentro casa. Fu "fortunato": le finestre a pian terreno erano aperte e da una di queste riuscì a infilarsi dentro. Entrò proprio in cucina. I buoni odori non mancavano. Decise, allora di fare un giro d'ispezione per vedere un po' cosa riusciva a trovare. Saltò dritto dritto sulla cucina e lì trovò un bel pesce, messo lì per essere cucinato. Stava per addentarlo e poi scappare via, quando entrarono due bambini che abitavano in quella casa. Lo presero subito e incominciarono a "giocare" con lui. Ma i loro giochi non erano molto salutari per il piccolo gatto: Gli tiravano la coda ed i baffi, gli facevano il solletico, lo pizzicavano e arrivarono persino a pestargli appositamente le zampette. Il micio "gridava", "piangeva", ma i bimbi monelli non lo lasciavano andare. Si ribellava, graffiava, ma niente, i bimbi non mollavano e soffriva, soffriva tanto. In quei momenti riuscì a pensare: - Povero di me, povero di me, che ne sarà di me? Morirò....chi me l'ha fatta fare ad entrare qui dentro? Maledetta fame! Se ne uscirò vivo, giuro che d'ora in poi non entrerò mai più in case che non conosco. Invocava dentro di sé la sua padroncina, che però non poteva sentirlo....... Ad un certo punto entrò la mamma dei due bambini, che intimò loro di smetterla e di lasciare andare il gattino. A malincuore i bimbi ubbidirono e il gattino, raccolse le poche energie che gli erano rimaste, e con un balzo uscì di corsa da dove era entrato. Era salvo! Tornò, quindi, a casa sua, e si accucciò in un angolo, leccandosi il pelo tutto arruffato. Dopo un po', per la stanchezza si mise a dormire e così lo trovò la sua padroncina che, ignara di tutto, si meravigliò un po' nel vederlo dormire a quell'ora, lui che di solito era sempre vispo e pieno di energia. Una volta sveglio, si sentì meglio e decise di mantenere assolutamente il giuramento fatto durante le torture subite. Si recò in cucina, mangiò un po' di crocchette e poi si mise a fare le fusa vicino la sua padroncina, ben contento di essere lì e di averla scampata. Era un altro micio, era cresciuto ed era più consapevole: l'esperienza avuta gli era servita. Aveva imparato la lezione e d'ora in poi avrebbe apprezzato sicuramente di più quello che già possedeva.
Cristina Corsi
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